Simano 2580 m

Rivista 154 – Maggio 2017

Simano 2580 m

Si! Ma No!

Di Ely Riva

 

La riapertura al pubblico della Funivia che da Malvaglia (420 m) conduce a Dagro (1’410 m ca) facilita la salita alla Cima del Simano (2’580 m) il cui nome si presta per diversi giochi di parole. Si! Ma No!

Dalla stazione di arrivo della funivia un percorso segnalato in bianco e rosso conduce fino al Rifugio di Lavill (2’023 m) e all’Alpe Piei (2’246 m) che oggi si presenta con una cascina aperta con vicino pochi ruderi protetti da una paretina rocciosa.

Lungo questo tratto, da giugno a inizio settembre, è facile osservare il comportamento di diversi coleotteri della grande famiglia dei Carabi. Alle volte basta fermarsi un attimo vicino a un ceppo marcescente proprio dove superficialmente sembra che la vita stia lasciando il posto alla morte, con un po’ di pazienza si possono vedere vere meraviglie della natura come il Carabo violaceo (Carabus violaceus. Si tratta di uno dei più grandi carabi europei lungo fino a 3,5 cm. Si incontra dappertutto, ambienti sassosi, sotto le pietre, sotto cortecce,… ma il suo habitat preferito sono gli ambienti boscosi. Si nutre di numerosi invertebrati tra cui predilige le chiocciole. Di solito è di colore nerastro con venature e riflessi violacei soprattutto sui bordi delle elitre da cui deriva il nome scientifico. Possiede mandibole poderose adatte al suo stile di vita da predatore. Sul far della sera, questo animaletto molto agile e veloce, esce a caccia. Catturata una vittima la uccide iniettando nella ferita un enzima che scioglie i tessuti di cui lui si nutre. La salita al Simano non presenta grandi difficoltà e si può scegliere a piacimento la via meno complicata e meno ripida o dove ci sono già tracce di passaggio. Ma il Simano è una montagna particolare dove si incontrano delle strane e profonde fessure alle volte nel terreno e altre nella roccia viva. Normalemente tutte le rocce presentano delle fratture che diventano fratture tettoniche quando sono dovute a inarcamenti della crosta terrestre o allo spostamento delle enormi masse dei continenti! Poi le fratture possono rimanere aperte o riempite pian piano dai detriti.

Dalla vetta di questo superbo monte si ha un maestoso panorama sulla Val di Blenio e poi sui Rock Galciers, i famosi ghiacciai rocciosi tra la Cima di Piancabella e il Simano, la Gana Bianca, la Gana Rossa e la Cima di Piancabella (2’671 m).

Tante  montagne, da quelle della lontana Riviera a quelle più vicine che confinano con la Leventina, su fino alla superba catena grigionese, fanno da coreografia alla magnifica piramide del Sosto che da lassù, sembra leggiadra e splendida, come una danzatrice di Degas…

Itinerario

Da Dagro (1’367 m) si sale a Cascina di Dagro (1’617 m) e si segue il sentiero che conduce alla Capanna dell’Alpe di Prou. Appena entrati nel bosco di resinose sopra Cascina di Dagro a 1’710 m ca di quota si segue il sentiero che verso Nord Ovest conduce a Lavill, Stabbio e Motto. Una lunga attraversata con saliscendi. A Lavill (2’023 m) nella vecchia cascina è stato ricavato un piccolo rifugio sempre aperto. Da Lavill si continua verso Nord senza abbassarsi seguendo un sentiero che un tempo era marcato in bianco e rosso. Oggi i segnali stanno per essere cancellati dal tempo. Bisogna fare attenzione che il sentiero segue delle cenge per evitare vallette impervie e rocce strapiombanti. Si attraversa la Valle di Piei e si sale all’Alpe di Piei (2’246 m). Per raggiungere la vetta del Simano (2’580 m) non ci sono difficoltà, si possono seguire vaghi segnali bianco rossi e qualche ometto o salire lungo il versante orientale a piacimento, evitando la grande frattura tettonica…

Oppure dall’Alpe Piei (2’246 m) si sale direttamente verso Ovest seguendo deboli tracce in bianco e rosso e ometti di pietre, tenendo però d’occhio come direzione e meta una grande lastra infissa verticalmente nella vasta pietraia. In seguito un paio di ometti mostrano la direzione da seguire per la Cima del Simano (2’580 m) nscosta fino all’ultimo tratto da un’anticima.

 

 

 

Luca Bettosini

Direttore Generale Nato il 25 febbraio del 1964 a Sorengo, da oltre 30 anni compie escursioni e trekking in Ticino. Giornalista Fotoreporter RP Presidente e fondatore dell'Associazione vivere la montagna. Direttore e redattore responsabile della rivista "Vivere la montagna" da lui fondata. Guida escursionistica di montagna. Autore di numerose pubblicazioni sulla montagna ticinese. Intervista: http://dentroalreplay.blogspot.com/2009/05/fotografi-nel-web-84-luca-bettosini.html

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