Da Cademario ad Arosio: Una passeggiata tranquilla tra arte e natura

Rivista numero 146 – Settembre 2016

Malcantone

Da Cademario ad Arosio: Una passeggiata tranquilla tra arte e natura

Di Ely Riva e Luca Bettosini

 

Nel nostro territorio ci sono innumerevoli possibilità per passeggiate tranquille e poco faticose.

 

Nel nostro territorio ci sono innumerevoli possibilità per passeggiate tranquille e poco faticose. Una di queste, consigliata dalla primavera al tardo autunno si svolge tra Lisone, Cademario e Arosio passando dall’Alpe Agra. La regione doveva essere rinomata fin dall’antichità. Infatti in località Forcora (852 m), tra Lisone e Aranno, dove si incrociano diversi sentieri, nel 1939 venne alla luce un’intera necropoli pre-romana e vi furono rinvenute in una ventina di tombe a incinerazione diverse fibule in bronzo e in ferro con vasellame di periodi differenti.

Cademario è un punto visibile da lontano ed è un punto panoramico molto interessante per conoscere buona parte del Luganese e Lugano con il suo golfo. Inoltre è il punto di partenza per numerose passeggiate. La passeggiata che proponiamo ha inizio alla primitiva Chiesa cimiteriale di Sant’Ambrogio (671 m) in stile romanico databile alla fine dell’XI secolo, situata appena sotto il paese. Sulla facciata rimane ancora ben leggibile un San Cristoforo del Quattrocento. Fortunatamente il restauro ha permesso di rivedere la chiesa nel suo aspetto originale. Anche gli affreschi romanici e tardogotici, diventati con il tempo quasi illeggibili, sono stati restaurati dal pittore restauratore Jacopo Gilardi che ha ridato alle parti ancora intatte il loro significato primitivo. Nella piccola abside laterale il Cristo in Maestà del XIII secolo è circondato dai simboli dei quattro evangelisti rappresentati come uomini con teste di animali. Uno degli apostoli dovrebbe essere San Marco ma il pittore del Duecento, che probabilmente non sapeva scrivere, ha dipinto la parola Martinus! Il Giudizio Universale è un vero inferno pieno di diavoli orripilanti.

Il diavolo ebbe particolare credito nel Medioevo. L’uomo medievale, annichilito di fronte alla grandezza di Dio, era in preda a terrificanti visioni e paure.

Parte del grande affresco raffigurante il Giudizio Universale, probabilmente del XV secolo, rappresenta un gruppo di una quarantina di dannati immersi in un calderone. Sopra di loro pendono i cartigli su cui erano elencati i loro peccati e sono appesi numerosi strumenti della perdizione utilizzati per lavori durante le feste e durante il gioco come dadi, rastrelli, scuri, forbici, secchielli, cornamuse, uccelli rapaci utilizzati dai signori per divertirsi nella caccia agli uccelli… tutti strumenti che se mal utilizzati potevano portare alla condanna eterna.

Il resto è un inferno universale con demoni di tutte le fogge, minacciosi, portatori di torture indicibili per figure femminili e maschili nude… Dovevano essere una minaccia terribile per la gente che nel Medioevo non sapeva leggere e scrivere!

Nella Crocifissione dipinta dai Seregnesi di Lugano poco dopo la metà del XV secolo si nota uno strano soldato con tanto di treccia bionda, probabilmente uno dei tanti soldati mercenari o un lanzichenecco (servo della gleba) che in quegli anni speravano di arricchirsi rapinando e saccheggiando. Dopo la visita del Sant’Ambrogio inizia una tranquilla camminata poco impegnativa. Si deve dapprima arrivare a Lissone (808 m), sopra il villaggio di Cademario e poi si continua seguendo la strada asfaltata che sale leggermente verso est. Dopo circa 300 metri si imbocca la strada forestale che porta all’Alpe Agra, strada costruita dai soldati polacchi durante la Seconda Guerra Mondiale. Il sentiero con lievi saliscendi si snoda all’ombra di tanti alberi tra cui spiccano alcuni castagni e altri alberi secolari. Il punto più elevato della passeggiata è il Monte Cervello (974 m) nascosto da numerose bianche betulle.

Più o meno a metà strada, dopo circa due chilometri il sentiero che diventa stradina sterrata passa accanto allo stagno dell’Alpe di Agra (935 m circa), di una delicata bellezza, immerso in una conca di un grande prato verde. Durante l’estate viene prese d’assalto dalla Tifa o Lisca maggiore (Typha latifolia) e se si vuole vederlo nella sua estensione si deve salire su un osservatorio, costruito apposta, a lato della piccola ma interessante Riserva naturale.

Visto dall’alto appare composto di due stagni piuttosto estesi. Rane verdi, rane rosse, rospi, salamandre e tritoni vivono nelle sue acque mentre farfalle e libellule sono le padrone della sua superficie. Nelle acque del biotopo e sulle sue piante acquatiche si riproducono numerose specie di insetti acquatici. Inoltre, visto lo spazio aperto che lo circonda, è diventato un prezioso ambiente di caccia per alcune specie di rettili, uccelli e mammiferi, soprattutto pipistrelli.

E pensare che questo biotopo, riserva naturale e area protetta iscritta nell’inventario dei siti di riproduzione di anfibi di importanza nazionale, aveva arrischiato di diventare un campo da golf riservato a pochi… Un intervento deciso da parte della Lega per la Protezione della Natura e del WWF ho tolto subito ogni illusione ai promotori. Il laghetto-stagno dell’Alpe di Agra è uno dei meno conosciuti di tutto il Ticino, anche se si trova immerso in uno dei paesaggi più idilliaci e pastorali del nostro bel territorio. Questa morbida dorsale, uno dei paesaggi incantevoli della nostra regione, è oggi una passeggiata facile per le famiglie con bambini e anche per chi non è più giovane ma che vuole respirare aria di libertà. Camminando tranquillamente si giunge in una mezzoretta al Crocione (926 m) sopra Arosio da dove si gode un bel panorama. Dal Crocione seguendo una stradina asfaltata si scende ad Arosio di sotto (817 m).

Il villaggio di Arosio ora fa parte con Breno, Fescoggia, Mugena e Vezio del comune di Alto Malcantone. Girando per il vecchio villaggio si notano sulle case diversi stucchi di pregevole valore. Due stucchi molto interessanti sotto forma di cariatidi si trovano sotto il tetto di una vecchia casa di Arosio e risalgono al XIX secolo quando la casa era stata la dimora dei fratelli Ferroni. Vi hanno lasciato diverse opere eseguite per cercare soluzioni tecniche da utilizzare nei loro lavori all’estero… e per tenersi in esercizio. Anche su altre case del villaggio di Arosio, patria di due famosi stuccatori Pietro e Francesco Ferroni, ci sono diversi stucchi in gesso come bassorilievi e stemmi. Nella chiesa di San Michele vi è una delle più importanti opere di Antonio Da Tradate realizzata nel 1508, con più di duecento figure, grandi e piccole, alle volte eleganti, altre grottesche. Vi sono raffigurate scene della vita di Gesù dall’Annunciazione alla Ascensione.

Da non perdere è l‘osservazione dell’Ultima Cena, una delle poche in Ticino dove gli apostoli sono seduti attorno ad un tavolo rotondo, la strage degli innocenti dove i bambini sono quasi più grandi dei soldati e la natività dove il bue e l’asino sono più piccoli di Gesù Bambino…

Da osservare con attenzione è la figura del primo santo a sinistra, il medico Pantaleone che dopo una vita spesa a soccorrere malati di ogni genere, venne denunciato come cristiano e martirizzato. Il Tradate lo ha dipinto ieraticamente con la spatola per disporre gli unguenti sui malati in una mano e la scatoletta delle medicine nell’altra.

Itinerario

Dalla chiesa romanica di Sant’Ambrogio di Cademario (671 m) si sale a Lisone (808 m) seguendo la strada asfaltata. Si continua salendo a destra, verso est, fino alla fine della strada. E poi si entra nel bosco di latifoglie. Diversi sentieri conducono all’Alpe Agra. Interessante quello che sale al Monte Cervello (974 m) e attraversa un bel bosco di betulle. Per avere una bella visione del biotopo dell’Alpe Agra (935 m circa) è meglio salire sul punto panormico costruito sotto forma di terrazza a occidente degli stagni. Una bella strada sterrata conduce poi al Crocione (926 m) con un bel panorma su Arosio (817 m) che è raggiungibile in pochi minuti scendendo lungo una stradina asfaltata.

 

 

Scheda tecnica

 

Meta: Arosio (864 m)

Cartina 1:25.000: 1353 Lugano e 1333 Tesserete – Quadraconcept Lugano

Partenza: Chiesa di Sant’Ambrogio di Cademario (671 m)

Arrivo: Arosio (817 m)

Dislivello salita: 270 m

Dislivello discesa: 150 m

Tempo salita: 2 ore

Tempo discesa: un’ora

Difficoltà: T1

 

 

Rane verdi e Rane rosse

La consciuta Rana dei fossi (Rana lessonae) è la Rana verde più diffusa in Ticino. Ama colonizzare stagni con acque tendenzialmente acide e povere di nutrimenti. La Rana verde minore (Rana esculenta) invece predilige stagni con tanta acqua e vegetazione.

Nello stagno dell’Alpe di Agra è presente una popolazione di Rana dei fossi con una popolazione di medie dimensioni di Rana verde minore. La Rana verde minore è un ibrido tra la Rana dei fossi e la Rana verde maggiore (Rana ridibunda) che arriva anche a 15 centimetri di lunghezza e che è stata introdotta in Svizzera all’inizio del XX secolo. La Rana rossa (Rana temporaria) è tra i nostri anfibi più grandi. Possiede una colorazione molto variabile e nei periodi di riproduzione presenta un maschio dalla colorazione bluastra e una femmina tendente all’arancione.

 

 

Luca Bettosini

Direttore Generale Nato il 25 febbraio del 1964 a Sorengo, da oltre 30 anni compie escursioni e trekking in Ticino. Giornalista Fotoreporter RP Presidente e fondatore dell'Associazione vivere la montagna. Direttore e redattore responsabile della rivista "Vivere la montagna" da lui fondata. Guida escursionistica di montagna. Autore di numerose pubblicazioni sulla montagna ticinese. Intervista: http://dentroalreplay.blogspot.com/2009/05/fotografi-nel-web-84-luca-bettosini.html

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