Salita al Sosto in Valle di Blenio

Rivista numero 97– Marzo 2012

Salita al Sosto in Valle di Blenio
Testo di Luca Bettosini
Foto di Luca Bettosini, Samuele Besacchi e Vittorio Dellea

 
Il Sosto viene anche chiamato il “Cervino della Val di Blenio”.

 
La Valle di Blenio è una regione affascinante con una lunga, avvincente e tormentata storia. Vi si accede da Biasca, percorrendo la strada che conduce al passo del Lucomagno. Il distretto comprende diciassette comuni e sei valli. La Valle di Blenio si estende dalla confluenza del torrente Legiuna col fiume Brenno sino ad Olivone: in seguito, prosegue sino al passo della Greina col nome di Val Camadra. A Campo Blenio si aprono, diramandosi, la valle del Luzzone e quella di Campo, mentre da Olivone si accede alla Valle Santa Maria. A levante si aprono l’angusta valle del Carassino e l’ampia conca della Val Malvaglia. La Valle di Blenio anche chiamata “Valle del Sole” è ubicata a ridosso del massiccio del San Gottardo nel cuore delle Alpi Lepontine. Si passa dai 350 metri della pianura alluvionale di Malvaglia (limite settentrionale della valle con la Buzza di Biasca, l’enorme frana del Monte Crenone caduta nel 1512) e i 3’402,2 metri dell’Adula.
“Sebbene sia attraversata da una strada che porta al passo alpino del Lucomagno, dalle radici storico-antiche, la Valle di Blenio va goduta percorrendo la sua ricca rete di sentieri, uniche vie per raggiungere i suoi armoniosi paesaggi naturali e costruiti, nonché alcuni capolavori di architettura rurale immersi nella natura. Vi sono itinerari di fondovalle, facili e percorribili quasi tutto l’anno: permettono di scoprire gli angoli ameni reconditi dei villaggi, sostare nelle osterie a conversare con la gente locale, visitare i musei e i capolavori del Romanico rurale. L’escursionista piú allenato ha l’imbarazzo della scelta fra vari sentieri che, attraverso boschi e pascoli alpini, portano ad antichi passi pedonali: passo della Greina, del Lucomagno, dell’Uomo, del Sole, Bareta, del Nara”. Da www.blenio.com
Il Sosto (2’220.6 m) è sicuramente una delle montagne ticinesi piú conosciute in quanto fa parte dell’iconografia di Olivone. Ha una forma di cono molto possente e il versante Sud sembra inaccessibile e selvaggio, invece dal versante Est è assai facile risalirne la cima per godere finalmente di un panorama impressionante. Viene anche chiamato il “Cervino della Val di Blenio”. Il suo lato che fronteggia il Pizzo Rossetto precipita in una parete che fa impressione.
Nel 2000 è stata posata sulla cima una nuova croce dai componenti del corso d’accompagnatori d’escursionismo, guidati da Franco Dalessi. Qui si trova anche il libro di vetta.
La salita è fisicamente un poco impegnativa e bisogna prestare molta attenzione alle placche terminali esposte che sono molto scivolose quando sono bagnate! Il tratto finale richiede un buon senso di equilibrio e assenza di vertigini. Se la meteo è sfavorevole rinunciate a salire sulla vetta!

 

 

Scheda tecnica

Carte: CN 1:25000: 1253 Olivone Quadraconcept Valle di Blenio
Valli toccate: Valle di Blenio – Val Carassino
Partenza: diga Lago di Luzzone 1600 m circa. Da qui si continua in auto fino al Passo Muazz (1700 m circa) e alla barriera si lascia il veicolo ai lati della strada in terra battuta.
Difficoltà: E. Alcune difficoltà possono sorgere per salire l’ultimo pezzo della cima del Sosto, in cui bisogna fare molta attenzione.
Salita: circa 520 metri
Discesa: circa 520 metri
Tempo di cammino: circa 1 ora la salita e 40 minuti la discesa

 

Itinerario
Dalla diga del Lago di Luzzone la strada prosegue fino al Passo Muazz (1’700 m), che può essere raggiunto in auto. Dal Passo Muazz la strada continua nei bei pascoli fino alla diga del Laghetto di Compietto (1’738 m), introducendosi nella splendida Val di Carassino che conduce alla cima dell’Adula e alle due omonime capanne.
Dal Passo Muazz si prende il sentiero poco visibile che, attraversando il prato (vicino alla fontana), comincia a salire ripido tra il bosco in direzione Est-Nord e verso il traliccio con i fili d’acciaio passandoci vicino. Il sentiero ora è molto facile da seguire tra le piante fino alla quota 2’013 metri, dove appare una lingua erbosa che si attraversa fino a giungere all’inizio delle placche rocciose e ad una bocchetta che apre una vista vertiginosa sulla valle sottostante. In questo tratto erboso abbondano le stelle alpine. Ora bisogna risalire le placche rocciose restando sulla sinistra e non costeggiando l’evidente cresta Nord, basta seguire la traccia di sentiero. Si tagliano le placche sulla sinistra, seguendo la traccia di sentiero segnata da ometti in sasso, fino a toccare dei grossi massi giungendo infine alla cresta erbosa che porta alla croce affacciata su Olivone. Bisogna solo stare attenti a queste placche franose e scivolose quando sono bagnate.
Dalla vetta si gode una vista panoramica a 360° sulla Val di Carassino con tutte le sue cime soprastanti e sulla Val Camadra. Dalla vetta si possono vedere anche le capanne Scaletta. Michela e Bovarina.

Luca Bettosini

Direttore Generale Nato il 25 febbraio del 1964 a Sorengo, da oltre 30 anni compie escursioni e trekking in Ticino. Giornalista Fotoreporter RP Presidente e fondatore dell'Associazione vivere la montagna. Direttore e redattore responsabile della rivista "Vivere la montagna" da lui fondata. Guida escursionistica di montagna. Autore di numerose pubblicazioni sulla montagna ticinese. Intervista: http://dentroalreplay.blogspot.com/2009/05/fotografi-nel-web-84-luca-bettosini.html

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