Maggia

Rivista 193 – Dicembre 2020

Maggia

 

Testi: vedi fonti

Foto: Edmondo Viselli e Luca Bettosini

 

Altitudine: 372 e 342 metri – abitanti 2’596 (2018)

 

La Vallemaggia è distinta in Bassa Vallemaggia e Alta Vallemaggia.

  • La Bassa Vallemaggia è un’area di supporto e completamento dell’area urbana di Locarno in particolare con funzione residenziale, comprende i comuni di Avegno Gordevio e Maggia e si presenta piuttosto larga e con un dislivello ridotto.
  • L’Alta Vallemaggia comprende i comuni di Bosco Gurin, Campo Vallemaggia, Cerentino, Cevio, Lavizzara e Linescio; si presenta con valli strette e anguste circondate da un’imponente catena montuosa, è considerata una zona a basso potenziale nell’ambito della Nuova Politica Regionale ticinese ed è l’oggetto del Masterplan 2016-2030 prodotto dall’Associazione dei Comuni e Municipi vallemaggiesi (ASCOVAM)

Il distretto di Vallemaggia è diviso in 3 circoli e 8 comuni: Circolo di Lavizzara: Lavizzara; Circolo della Maggia: Avegno-Gordevio, Maggia; Circolo della Rovana: Bosco Gurin, Campo, Cerentino, Cevio, Linescio.

La Vallemaggia comprende anche tre importanti valli laterali. Se si svolta a Cevio, il punto centrale della valle, si raggiunge la Val Rovana. A Cavergno, l’ultimo paese della Vallemaggia, si può svoltare a sinistra in Val Bavona, e continuando avanti da Cavergno si raggiunge la Val Lavizzara. C’è poi la splendida Valle di Lodano, habitat di molte piante e animali rari e caratterizzata da antiche faggete uniche nel loro genere, in lizza per diventare Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.

“La Vallemaggia, che nella parte più alta prende il nome di Val Sambuco, diventando poi Val Lavizzara e solo da Bignasco allo sbocco Vallemaggia, è una delle valli alpine più lunghe del Ticino e, insieme alle sue valli laterali, copre una superficie di 568 km2 costituendo un quinto dell‘estensione del Canton Ticino. La valle è caratterizzata da paesaggi estremamente variegati. Se le zone più alte della valle, soprattutto la Val Bavona, che si dirama all’altezza di Bignasco, sono contraddistinte da alte vette montuose, la più bassa Vallemaggia presenta fino allo sbocco presso Ponte Brolla un paesaggio perlopiù ameno.

Mentre in molte località delle isolate valli laterali l’emigrazione ha lasciato dietro di sé villaggi e pascoli primaverili abbandonati, in altre località sono subentrati residenti stagionali che hanno acquistato i rustici per farne delle seconde case. Il polo turistico della Valle Maggia è costituito dai villaggi vicini di Bignasco, Cavergno e Cevio.

Per comprendere più a fondo la Vallemaggia è utile visitare il museo valligiano nel quartiere storico di Cevio. L’esposizione illustra gli sviluppi e le condizioni di vita spesso difficili nella valle. Un altro museo si trova a Bosco Gurin: si tratta di un museo Walser allestito in una tipica costruzione in legno, dedicato alla storia degli immigrati germanofoni nelle zone più interne di questa piccola valle laterale.

Il relax è garantito dal fiume Maggia, che dal ghiacciaio del Basodino si è scavato il proprio alveo nella valle formando, in molti punti, splendide cascate, ma anche piccoli deliziosi tratti balneari. Ne sono un esempio i tipici bacini sotto il ponte di Aurigeno”. (1)

 

Maggia

Maggia è oggi il nome della nuova frazione della grande Maggia, cui appartengono anche gli ex-comuni di Aurigeno, Moghegno, Lodano, Coglio, Giumaglio, Someo e Riveo. Fino al 2004 era Comune autonomo e, prima del XIX secolo, Comune e Patriziato si fondevano, tant’è che quest’ultimo era gestito direttamente dal Municipio.

Situato ad un’altezza che va da poco più di 300 metri sopra il livello del mare agli oltre 2’300 metri di altitudine del Pizzo Cramalina e della Cima delle Pecore, il territorio di Maggia si estende su una superficie di 11’109 ettari e confina a sud con Avegno-Gordevio e a Nord con il comune di Cevio.

La sua superficie è occupata per il 65% da bosco, mentre il fondovalle è caratterizzato dalla zona golenale del fiume Maggia la quale, oltre a essere zona di svago, riveste un’importanza naturalistica unica nel suo genere in Europa. Nel 1982, infatti, il tratto tra Lodano e Riveo è stato iscritto nell’inventario dei paesaggi golenali d’importanza internazionale e rappresenta una riserva naturale unica nel suo genere.

L’abitato di Maggia, una volta raccolto in un gruppo compatto, si è notevolmente esteso verso la campagna antistante e, a monte, verso i grotti. La sua fisionomia, a partire dagli anni Settanta, è cambiata completamente. La popolazione è più che raddoppiata, in seguito anche alla vicinanza con Locarno, polo della regione. Maggia stesso è, del resto, punto di riferimento importante per la Bassa Valle. Nel nucleo del villaggio, si possono ancora individuare numerose testimonianze della vita passata dei suoi abitanti. Diversi sono, per esempio, gli affreschi risalenti al XVII e XVIII secolo.

“La forma dialettale locale è “Màsgia o Màgia” gli abitanti di Maggia sono detti “bac’etoi” che gli informatori locali associano a Bacchettoni e Stangoni (caratteristiche fisiche).

Dal riordino dell’archivio patriziale fatto esperire dall’Amministrazione nel 2004, risulta che lo stesso custodisce documenti a partire dalla metà del 1800 ca. Il primo verbale delle Assemblee porta la data del 1869 e il primo protocollo, del 6 giugno 1869, lo stesso riferisce che la seduta fu presieduta dal Sindaco, Signor Giacomo Magistocchi, alla presenza di 61 patrizi. Recentemente da una ricerca nell’archivio Parrocchiale si sono trovati documenti relativi all’antica “vicinanza di Maggia” ancora da catalogare, ca. 700 documenti del periodo 1519-1799”. (2)

Nel villaggio (menzionato nel 1225 come Madiis e nel 1270 nella forma Madia) attorno all’anno 1000 fu fondata la prima chiesa parrocchiale della bassa Valle Maggia, che in seguito sarebbe stata chiesa matrice per le altre parrocchie della valle. L’attività principale del paese era l’agricoltura, mentre la secondaria riguardava l’industria estrattiva. Maggia ha avuto una forte emigrazione a partire dal XVIII secolo, dapprima in Italia e vero le Americhe, fino alla metà del XX secolo.

 

La piazza

La piazza non ha mutato sostanzialmente aspetto nel tempo. La sua pavimentazione acciottolata e la fontana, al centro, – notevole per la vasca monolitica, la colonna ionica con mascherone per lo zampillo dell’acqua e la sfera di granito in cima – si sono ben conservate.

 

La fontana

Nel giardino della scuola dell’infanzia si può vedere un’ulteriore vasca monolitica. Interessante è il getto d’acqua proveniente da due pertugi scavati nella pietra. L’acqua è portata alla fontana attraverso un canale aperto, pure di pietra. In origine questa fontana si trovava in zona Piazzina, piccola piazza all’entrata meridionale del paese. È stata qui spostata negli anni Settanta e sostituita con un’altra di più modeste dimensioni.

 

Casa Martinelli

Questa antica costruzione di ampie dimensioni è un edificio civile degno di osservazione. Risalente al XVII secolo, esso reca sulla facciata ovest lo stemma della famiglia Martinelli e una meridiana. Sullo stesso lato, si può tuttora ammirare un magnifico portale decorato che dava accesso alla proprietà. Le pitture sono a carattere religioso; troviamo, infatti, San Giuseppe con il Bambino, Sant’Antonio da Padova, la Madonna Addolorata e San Giovanni Battista. Dal 1836 al 1896 l’edificio fu sede delle scuole elementari del villaggio. Alla fine dell’Ottocento si decise di costruire un nuovo palazzo scolastico, l’attuale sede degli uffici comunali. La casa Martinelli fu trasformata in ospizio fino agli anni Venti, per poi divenire casa abitativa annessa all’Ospizio Don Guanella.

 

I grotti

Addossati alla montagna che si trova a est del villaggio vi sono numerosi grotti, costruzioni sotto roccia che servivano per conservare il vino e i prodotti del latte. All’esterno, sono stati installati tavolini di pietra e piccoli locali chiusi. Un tempo i grotti erano molto frequentati dai proprietari, i quali vi si recavano per trovare rifugio dalla calura estiva e bere un bicchiere «da chél bon».

 

La chiesa parrocchiale di San Maurizio

L’edificio originario venne eretto con ogni probabilità prima dell’anno 1000, ma nel XV secolo venne radicalmente trasformato secondo il gusto dell’epoca. Nel 1626 venne ampliata una prima volta ed una seconda nel 1855, anno in cui si procedette anche all’innalzamento della navata ed al rifacimento della facciata principale. Nel 1881 venne costruita la monumentale scalinata d’accesso.

La chiesa si presenta con una pianta a navata unica coperta con volta a botte lunettata e volta a crociera, circondata da alcune cappelle laterali.

 

La chiesa di Ssanta Maria delle Grazie

Eretta nel XV secolo, nel luogo dove precedentemente si trovava una piccola cappella poligonale. Alla fine del XVI secolo venne costruita la sagrestia. Nel XVIII secolo la navata venne prolungata verso nord-ovest e venne eretto il portico laterale, mentre nel XIX secolo venne costruito il portico antistante la facciata. La chiesa ha una pianta ad unica navata, affiancata da cappelle laterali e ricoperta da un soffitto in travi di legno.

 

 

L’oratorio della Madonna del Carmelo

Si tratta di una cappella barocca ampliata nel 1936 e restaurata nel 1968 con l’inserimento di elementi nuovi. Piacevoli risultano le vetrate di Emilio Maria Berretta, e interessanti i bronzi dorati di Remo Rossi. L’oratorio si trova in mezzo al vecchio nucleo di Maggia. A fianco dell’oratorio è situata una vasca monolitica, lunga circa quattro metri. A questa fontana si abbeveravano le mucche quando venivano portate al pascolo o quando rientravano verso la stalla.

 

 

La Cappella della Pioda

Un po’ sopra il borgo di Maggia (circa 30 minuti) seguendo l’antica mulattiera che porta al passo verso la Val Verzasca, si potrà incontrare nelle vicinanze di una cascata la cappella della Pioda, recentemente restaurata

“L’interno della chiesetta, con la piccola navata rettangolare dove il primitivo nucleo funge da abside, presenta, al centro della parete del coro, un affresco con Madonna in trono tra i santi Pietro e Giovanni Battista che, secondo l’Anderes, è attribuibile alla bottega dei Seregnesi. Tra le scritte ancora visibili una, incisa a fianco del Battista, reca la data 1479. In alto sulla sinistra sopra San Giovanni è leggibile parte di una lunga scritta in cui il “fecit … Antonius” potrebbe indicare il nome del committente. Ai lati della nicchia altri due santi appartenenti ad un’epoca posteriore e che, come gli affreschi ai lati dell’arco rappresentanti S. Giorgio, S. Martino, S. Gregorio e S. Agata, sono il risultato di rifacimenti d’epoca successiva (secoli XVII-XVIII). Particolarmente curioso, sopra l’arcata, è l’affresco con una raffigurazione di un Cristo a tre teste, considerata una rappresentazione blasfema, databile intorno al 1715, in epoca post conciliare. Sulla volta della nicchia una colomba dello Spirito Santo attorniata da volti di santi del secolo XVIII. L’affresco del secolo XV è stato recentemente restaurato”. (3)

 

 

Il ponte sulla Valle del Salto

Si tratta di un ponte a volta che, nei pressi della cappella della Pioda, collega i due versanti della Valle del Salto. Il riale scorre in questo punto in una gola particolarmente profonda. L’ardita costruzione venne realizzata dal maggese Giovanni Pedrazzini (1796-1856) e dai suoi operai, che rimasero lunghe ore sospesi nel vuoto per mezzo di corde.

 

 

La cascata di Maggia

Si raggiunge salendo tramite strada asfaltata, attraversando un vigneto ed entrando poi nel bosco; si continua seguendo il sentierino che conduce in brevissimo tempo ai piedi della cascata. La Cappella di Santa Maria della Pioda si può vederla chiaramente sopra a destra della cascata. Qui si ha la possibilità di fare un bel bagno rinfrescante e di godersi in questa meraviglia una giornata in famiglia.

 

 

Boschi

La superficie boschiva del comune di Maggia occupa circa il 65% del territorio e riveste principalmente una funzione protettiva. Queste foreste si trovano su versanti scoscesi e sono percorse da circa 60 riali principali con diverse ramificazioni. La corretta gestione di queste superfici è quindi di vitale importanza per ridurre i pericoli dovuti ad eventi meteorologici estremi che stanno diventando sempre più frequenti.

 

 

Il fiume Maggia

Il fiume Maggia, lungo 56 Km, che dà il nome alla valle e la attraversa tutta, nasce sotto il Pizzo Cristallina e sfocia nel Lago Maggiore dando vita al Delta della Maggia. Nel corso dei secoli il fiume si è scavato un percorso attraverso il paesaggio, dando così forma alla valle. In questo processo di formazione si sono creati elementi imponenti come la gola di granito all’imboccatura della valle a Ponte Brolla.

I principali affluenti sono il fiume Peccia, il Ri della Valle di Prato, il fiume Bavona, il fiume Rovana, il torrente Salto, il Ri di Geì e la Melezza. Il villaggio omonimo di Maggia è situato sulla sponda sinistra del fiume.

Il materiale eroso sulle Alpi e portato a valle dal fiume ha prodotto, alla foce con il Lago Maggiore, un esteso deposito alluvionale che si inoltra nel lago stesso: il caratteristico Delta della Maggia, su cui in anni recenti si sono sviluppati i quartieri nuovi di Locarno e di Ascona.

Le acque del fiume e di molti dei suoi affluenti sono sfruttate per la produzione di energia idroelettrica, ad esempio con dighe di sbarramento come quelle del Sambuco e del Narèt.

Il fiume Maggia è molto popolare per la possibilità di balneazione in acque particolarmente limpide e in paesaggi tipicamente alpini o prealpini.

Il fiume è inoltre uno dei pochi rimasti in Svizzera ad avere ancora un corso prevalentemente naturale e libero. Queste caratteristiche permettono di trovare, lungo il corso della Maggia, specie animali che si trovano con meno frequenza lungo il corso di fiumi, che sono incanalati.

 

Ferrovia elettrica di Valle Maggia (La Valmaggina)

«Partendo della stazione FFS di Locarno, essa offre la possibilità di penetrare agevolmente nella vasta regione montana del Ticino. Questa linea che si estende su un percorso di ben 28 km. Da Locarno sino a Ponte Brolla sullo stesso binario della Centovallina, da qui punta verso nord per la Valle Maggia per toccare poco dopo Avegno e più avanti, dopo aver attraversato la strada di fondovalle giunge a Gordevio. Da qui prosegue su lato destro del torrente sino alla Maggia. Il tracciato abbraccia in un gran cerchio, la collinetta con in cima la chiesetta, passa a Coglio, Giumaglio, Someo e Visletto, attraversa la Maggia per l’ennesima volta, passa per Cevio e raggiunge la meta a Bignasco.»

Estratto della guida ufficiale “Locarno L.M. 10ª edizione 1930

“Fu nell’ anno 1905 che ebbe inizio la costruzione delle rotaie per la Valmaggina, che si estende su un percorso di 27,144 km, portato a termine il 23 settembre del 1907, atto a entrare in funzione. La linea corteggia in gran parte la strada cantonale, seguendo una direzione chiara ed evitando così costosi ostacoli. Il collegamento con ogni località si effettua deviando sul binario individuale locale. Nelle stazioni termini di Locarno S. Antonio e di Bignasco furono costruiti un numero sufficiente di binari supplementari. Le stazioni intermediare erano provviste di scambi con uno o due binari, ad.es. Ponte Brolla (1), Maggia (1), Riveo (2) o con un svicolo come a Gordevio, Someo e Cevio, oppure solo un binario morto come a Aurigheno-Moghegno e Lodano. Le fermate nei villaggi di Avegno, Ronchini, Coglio, Giumaglio e Cevio Ospedale avevano un unico binario (documentati nel 1907).

(…) Sia le FRT che i comuni della Valle Maggia si pronunciarono a favore del mantenimento della ferrovia, previo il suo ammodernamento, ma il governo Ticinese a Bellinzona aveva deliberato di abolire le linee secondarie, per cui esse non venero più sussidiate. Non rimase altra alternativa che quella di sospendere il servizio della Valmaggina, il 15 novembre 1965”. (4)

 

 

Turismo

Maggia offre al turista una vasta gamma di possibilità, sia per chi ama le attività all’aria aperta, che per coloro che si interessano di storia e cultura.

Tutte le informazioni a riguardo si possono ottenere all’ufficio dell’Organizzazione turistica Lago Maggiore e Valli presso il Centro Punto Valle ad Avegno.

 

 

Organizzazione turistica

Lago Maggiore e Valli

Ufficio Vallemaggia

Centro Punto Valle

Via Vallemaggia 10

6670 Avegno

Tel: +41 91 759 77 26

Email: vallemaggia@ascona-locarno.com

Sito internet: www.ascona-locarno.com

 

 

 

 

Note:

1: Tratto da: www.schweizmobil.ch

2: Tratto da: http://patriziatomaggia.ch/storia

3: Tratto da: www.ticino.ch

4: Tratto da: www.valmaggina.ch

 

 

 

Fonti

Prospetti “Sentieri di pietra, Maggia…chiese e cappelle”, vallemaggia turismo

https://maggia.ch/comune

www.valmaggina.ch

www.ascona-locarno.com

http://patriziatomaggia.ch/storia

www.schweizmobil.ch

https://it.wikipedia.org

www.ticino.ch

Luca Bettosini

Direttore Generale Nato il 25 febbraio del 1964 a Sorengo, da oltre 30 anni compie escursioni e trekking in Ticino. Giornalista Fotoreporter RP Presidente e fondatore dell'Associazione vivere la montagna. Direttore e redattore responsabile della rivista "Vivere la montagna" da lui fondata. Guida escursionistica di montagna. Autore di numerose pubblicazioni sulla montagna ticinese. Intervista: http://dentroalreplay.blogspot.com/2009/05/fotografi-nel-web-84-luca-bettosini.html

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